FALCE E MACELLO
http://genova.repubblica.it/cronaca/2013/11/07/news/in_condominio_l_assemblea_degli_avvoltoi-70405982/
La storia che potete leggere al link qua sopra è squallida e terribile.
In sintesi succede che durante un’assemblea condominiale a Cornigliano
(Genova), un padre si vede richiedere, per la seconda volta, i soldi per
riparare i danni causati dal corpo della figlia suicidatasi con un
salto nel vuoto qualche mese prima. Vi rimando all’articolo per i
particolari. A me interessa soprattutto partire da una frase, e ancora
non so dove arriverò. La frase compare all’inizio dell’articolo: “È una
storia orribile che si fa fatica a raccontare. Che quasi non ci si
crede, anche perché ha per teatro un quartiere popolare, operaio, dove
la solidarietà, la comprensione, l'assistenza reciproca, sono sempre
stati valori fondamentali. Ma purtroppo è tutto vero”.
La prima cosa
che mi viene in mente è il fenomeno Lega Nord e l’incetta di voti
compiuta nell’elettorato operaio dagli anni Novanta in poi. Così recita
la vulgata, ma recita bene. Subito dopo (o subito prima) lo stesso
lavoro è stato compiuto da Berlusconi e dalla temperie che gli si è
coagulata attorno e ancora non si scioglie.
In un angolo, a fare da
spettatore piuttosto distratto, qualcosa che ci siamo ostinati a
chiamare Sinistra per tutti questi anni. Quella che è rimasta uguale.
Anche oggi
• che a New York vince un sindaco come Bill De Blasio,
• che gli Stati Uniti hanno un presidente Black, discutibile quanto si
vuole in quanto potente e chiamato a fare compromessi ogni giorno, ma
che almeno la riforma della Sanità americana sta provando a farla,
•
che nel frattempo la Francia, la Germania e la Gran Bretagna e la
Spagna hanno avuto e perso e riavuto governi di centrosinistra,
• che in Grecia ci sono i nazisti in Parlamento,
• che la Chiesa ha eletto Francesco I,
• eccetera.
Qui invece, a sinistra, solo fantasmi.
Il fantasma di Berlinguer, tanto per cominciare. Che da vivo è stato
forse un grandissimo (e sottolineo “forse”), ma da fantasma comincia a
starmi sulle palle.
Il fantasma della classe operaia, che si è
reincarnato milioni di volte negli elettori sbagliati, facendoci perdere
quasi tutte le elezioni.
Il fantasma del progresso come lo
intendevano negli anni Cinquanta, che poi è arrivato -perché è arrivato
insieme al benessere e al distacco egoistico e reciproco- ma non ce ne
siamo accorti, abbiamo pensato che fosse gratis e dovuto, abbiamo
lasciato ingrassare ciò che non doveva ingrassare e oggi ci troviamo con
Istituzioni arrugginite e non credibili, con mezzo paese fisicamente in
mano alle Mafie e una mancanza di visione, di speranza e di cultura da
far cadere in depressione.
E mi chiedo, ma tutto questo, quando è
veramente iniziato? La domanda è oziosa, perché i fenomeni complessi non
hanno un inizio come potrebbe essere un punto su una linea, ma me la
pongo lo stesso. Quando è iniziato? Quando c’era ancora il PCI? Dopo la
morte di Berlinguer? Dopo il fallimento di Tangentopoli? Dopo che si è
aperto il Muro di Berlino? Con la nascita della TV commerciale? Con la
morte di Moro o quella di Dalla Chiesa? E come è stato possibile che
nessuno, a sinistra, sia riuscito a vedere e dire e fare qualcosa per
farci arrivare a oggi in condizioni diverse da quelle in cui ci
troviamo?
Mi escono solo domande, quando leggo di episodi come
quello di Cornigliano e mi viene in mente una cosa: che da quando ho
iniziato a fare politica, in nessuna delle assemblee o direzioni cui ho
partecipato (PDS, DS, PD) mi è mai capitato di trovarmi, insieme agli
altri, di fronte a domande come quelle che ho vomitato qualche riga fa.
Ho sempre e solo partecipato a riunioni in cui si parlava di regole, di
scadenze, di tessere, di candidature, di maggioranze. E basta. Mai che
ci sia capitato di restare annichiliti da domande. Perché bisognerebbe
anche avere il coraggio di lasciarsi annichilire dalle domande, ogni
tanto, specie quando si fa politica.
Domande.
Tipo “ Come è
possibile che una cosa come quella di Cornigliano abbia per teatro un
quartiere popolare, operaio, dove la solidarietà, la comprensione,
l'assistenza reciproca, sono sempre stati valori fondamentali?”
Domande. Da farci tutti insieme senza abbassare troppo gli sguardi e senza vergognarsi se ogni tanto regna un po’ di silenzio.
Domande.
Che sono ancora l’unica strada a nostra disposizione per arrivare, in qualche modo, a delle risposte.
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