giovedì 20 febbraio 2014

GRILLO È MATTO

Grillo non è fascista. Grillo è matto. Finora la cosa non mi era chiara. Ora lo è. Il suo attacco al sistema (che per carità, fa acqua da tutte le parti) sarebbe anche credibile, se usasse strumenti diversi da quelli che usa. Ovviamente la credibilità è relativa. Ad esempio, per me è credibile chi, accettando di discutere con una persona, non tende tranelli sulla discussione ma li tende dentro la discussione; della serie: se stiamo giocando a poker è lecito il bluff, ma non è lecito prendere le carte e tirarle in faccia all’avversario; né è pensabile – per me- essere presi sul serio se dopo averle tirate si pretende anche di avere vinto. Ecco, chi gioca a poker così ha bisogno di un TSO, o al massimo di un caffè doppio e di una bella tirata di sonno. È anche vero che per molti è credibile solo chi si alza e sfascia tutto; chi prende il mazzo di carte e lo scaraventa in faccia agli avversari. Grillo oggi ha tirato le carte in faccia a Renzi e al suo Movimento, dopo essere stato invitato da Renzi stesso (e da una consultazione interna al Movimento) ad andare a parlare. Non capisco il senso di uno show del genere. Mi sa di uno che ha perso la bussola. Il M5S è nato e ha avuto fortuna per gli attacchi al sistema. Ma questa condizione di fortuna non dura per sempre. Arriva un momento in cui M5S non è più una novità. Se in quel momento la percezione dei simpatizzanti è che il sistema ha trovato un nuovo equilibrio in cui M5S è stato fagocitato e collocato in un ruolo sempre uguale a se stesso, senza la forza e le idee per cambiare nulla, allora M5S muore. Oppure si trasforma in un’altra cosa. Oggi, rifiutando non le idee di Renzi ma la possibilità stessa di respingerle, M5S-Grillo si è collocato fuori dal terreno di gioco. Ma non è uscito dallo stadio, se n’è andato solo sugli spalti a fare il tifo contro, si è alzato dal tavolo e ha tirato le carte anziché affrontare il nemico e provare a batterlo giocando. Oggi Grillo è fuggito e io penso che l’abbia fatto perché non sa più cosa dire e fare. Ha insultato quello che c’era da insultare e ha finito le idee. 
M5S è nella tanto vituperata stanza dei bottoni, ma non sa che farsene. Il lider comico a questo punto non sembra uno che voglia liberare le Istituzioni dalla feccia, ma uno che voglia liberare l’Italia dalle Istituzioni (ha parlato di dittatura sobria…). 
Solo che per fare questo si deve essere pronti a distruggere definitivamente l’Italia. 
Chissà cosa ne pensano gli italiani.

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